Comitato scientifico

Il comitato scientifico è costituito dal Dott. Carlo A. Adami, chirurgo vascolare, innovatore e pioniere di tecniche chirurgiche e ideatore dell’evento, dal Prof. Gino Gerosa, Professore Ordinario di Cardiochirurgia alla Facoltà di Medicina dell’Università di Padova, Direttore del Centro di Cardiochirurgia e del Programma Trapianto di cuore e Assistenza Meccanica dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova e Presidente della Società Italiana di Chirurgia Cardiaca e dal Prof. Giampaolo Tortora, Professore Ordinario di Oncologia Medica alla Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Direttore del Cancer Center e della Oncologia Medica della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCCS di Roma.

 

 

 

DOTT. CARLO A. ADAMI

“In sala operatoria si può avvertire un’esigenza per la risoluzione di un problema, può anche nascere un’idea ma questa deve poi essere sviluppata e realizzata. Solo per fare un esempio, nel 1994 è stato impiantata a Verona, per la prima volta in Italia e in Europa, dopo un lungo lavoro di ricerca e di preparazione tecnico-scientifica, la prima endo-protesi aortica per patologie molto complesse, come gli aneurismi delle arterie addominali. Si tratta di una pratica che ha cambiato il modo di affrontare la chirurgia vascolare attraverso metodiche non invasive che hanno portato a un abbattimento dei tempi di degenza e hanno allargato il trattamento a tutte quelle categorie di pazienti che non avrebbero mai potuto affrontare interventi cruenti e che quindi hanno potuto così beneficiare di un allungamento della vita. Verona è diventato un centro di eccellenza e di riferimento per implementare questa metodica sia a livello italiano che internazionale e ad oggi sono stati trattati in questo modo circa 3 milioni di pazienti. Un risultato di questo tipo è stato possibile grazie alla stretta collaborazione fra l’ambito medico e quello tecnico-industriale. È giusto che un evento come Innovabiomed, quindi, travalichi i confini del contesto puramente accademico perché il valore di questa iniziativa sta nello scambio di esperienze fra mondo scientifico e mondo dell’industria. Le soluzioni si trovano solo combinando conoscenze provenienti da ambiti diversi”.

 

 

 

 

PROF. GINO GEROSA

“L’innovazione tecnologica gioca un ruolo fondamentale in chirurgia ed è il motore che ci ha permesso di passare, ad esempio, dalla cardiochirurgia tradizionale a quella microinvasiva. Oggi è possibile correggere le alterazioni strutturali cardiache intervenendo a cuore battente, senza far ricorso alla circolazione extracorporea. Per favorire evoluzioni di questo tipo è fondamentale la ricerca traslazionale: dalla ricerca in laboratorio all’applicazione clinica il passaggio deve avvenire in tempi celeri e solo uno stretto rapporto fra i ricercatori di base e i ricercatori clinici può consentire un’immediata applicazione del prodotto della ricerca stessa. Per questo motivo in medicina il ricercatore di base deve lavorare a stretto contatto con chi gli può spiegare esattamente cosa serve per la cura dei pazienti, favorendo anche un’ottimizzazione delle risorse a disposizione. Il valore aggiunto di un evento come Innovabiomed è proprio quello di mettere in interconnessione i ricercatori con chi può poi sviluppare le tecnologie più innovative, agevolando il flusso delle informazioni. La contaminazione fra i diversi ambiti, le diverse specialità e professionalità consente anche che il frutto di una ricerca portata avanti in un ambito specifico possa poi generare ricadute positive anche in altri ambiti “.

 

 

PROF. GIAMPAOLO TORTORA

 

“Le malattie neoplastiche, che genericamente riuniamo sotto la definizione di cancro, diventeranno la prima causa di morte nel mondo occidentale e nei paesi industrializzati. Infatti, nonostante gli straordinari progressi compiuti negli ultimi decenni, rappresentano una grande sfida scientifica perché molti meccanismi che governano la loro crescita e diffusione metastatica sono ancora in parte sconosciuti. L’avvento delle tecnologie di analisi genetiche e
molecolari ha favorito una migliore diagnosi, lo sviluppo di nuovi farmaci a bersaglio molecolare e la rivoluzione in corso dell’immunoterapia. Restano tuttavia ampie aree di ricerca e applicazione fino ad oggi poco perseguite. L’imponente potenziale delle nanotecnologie, della loro applicazione a scopo diagnostico e terapeutico per identificare le cellule tumorali e per colpirle in modo efficiente e selettivo, l’applicazione dell’ultraminiaturizzazione ecc., si sono solo appena affacciati al mondo dell’oncologia. Il ritardo nell’impiego di queste tecnologie e della nanomedicina è in parte anche dovuto alla trascurata opportunità di dialogo tra scienziati di diverse branche della medicina e della bioingegneria”.