Pubblicato in data Ottobre 5, 2022

Le elezioni politiche sono passate e dalla “Finestra sul Distretto” osservo l’ennesimo spostamento di molti voti tra un partito e l’altro.

Mi sento imbarazzato e fuori posto. Nel mio Paese. Appartengo infatti ad una generazione composta prevalentemente da persone che si sono formate una propria idea politica da giovani e, fino ad alcuni anni fa, difficilmente la cambiavano. Tra una elezione e l’altra, le variazioni dei voti ai partiti si limitavano a pochi punti percentuali e quasi tutti i cittadini andavano a votare.

Poi è successo di tutto e siamo arrivati a constatare oggi che ci sono partiti che quadruplicano i loro voti ed altri che li dimezzano, e la gente che va a votare è sempre meno.

La coerenza? Roba vecchia. Giusto? Sbagliato? Boh! Alcuni vedono il bicchiere mezzo pieno ed altri lo vedono mezzo vuoto, pronti ad invertire i ruoli alla prossima elezione. Non so cosa dire, personalmente non trovo più nemmeno il bicchiere.

Ho fatto questa premessa per cercare di dare una spiegazione al fatto che, parlando in questi giorni con Persone che hanno ruoli di responsabilità nelle Aziende del nostro Distretto, ho trovato molta preoccupazione.

Il sentimento più diffuso è l’incertezza. Mai come in questo momento si sente la mancanza di leadership, di una classe dirigente competente ed efficace, sia a livello locale che nazionale.

Siamo talmente disillusi che oramai non abbiamo neppure più la voglia di continuare a rivendicare infrastrutture adeguate al nostro tessuto economico e sociale.

Dieci anni fa, subito dopo il sisma, abbiamo sentito esponenti delle Istituzioni prendere il solenne impegno di realizzare il tanto atteso collegamento autostradale per il nostro Territorio, la “mitica” Cispadana. Se ne parla, inutilmente, da mezzo secolo.

La politica del fare…

 

alberto.nicolini@innovabiomed.it