Calvi Tecnologie è stata fondata nel 1993 ed opera principalmente nel settore dei controlli industriali mediante sistemi di visione e sensori. Oggi la Calvi tecnologie con il progetto Sky53, offre servizi che prevedono l’impiego di droni, un servizio in grande ascesa che si è sviluppato anche in ambito sanitario.

 

Sky53 – spiega Stefano Calvi, uno dei soci di Calvi tecnologie – è un brand della Calvi tecnologie. Otto anni fa, grazie alla passione per i droni di mio fratello Roberto, siamo riusciti a creare un progetto sul drone che avevamo sviluppato ed è nato tutto.Invece di “. In Asia questa tecnologia è già più che collaudata, viene utilizzata in diversi ospedali che hanno una sorta di network che li collega tra loro. Questo collegamento, grazie ai droni che trasportano fino a 5 kg è automatico e non è necessario che ci sia un addetto in grado di pilotarli perché possono lavorare in modo autonomo anche sulle città. Questo ha permesso un balzo in avanti perché è possibile raggiungere in pochi minuti un altro ospedale. In Italia, se guardiamo il problema del traffico, una delle principali cause di decesso in caso di emorragie a seguito di incidenti è il fatto che le ambulanze non hanno tutte le sacche di sangue al loro interno, quindi devono chiamare un elicottero e passano a volte oltre venti minuti. Un drone arriva molto velocemente e può salvare una vita. Nel nostro paese ci sono limitazioni relative ai voli e agli spazi aerei, ma è logico che nel momento in cui si dimostra che grazie a questa tecnologia può essere salvata la vita di una persona molte limitazioni dovrebbero venire meno”.

Che difficoltà ci sono nel fare entrare sul mercato un prodotto così innovativo? “La più grande difficoltà che troviamo in diversi campi in Italia è un’arretratezza dell’apparato legislativo. La voce in capitolo è di Enac e i limiti all’utilizzo dei droni sono molto pesanti. Questo denota, a mio parere, l’arretratezza culturale nel non accettare l’evoluzione tecnologica “benefica”, che può portare immediatamente dei risultati. La Svizzera , invece, sarà il primo paese al mondo a costruire corridoi esclusivi per i droni. Quando c’è un clima di collaborazione i problemi si risolvono, se invece c’è un clima di ostruzionismo o di non interesse nel trovare soluzioni diventa disarmante ed è un peccato”.